Porto all’attenzione e alla consapevolezza dei tanti che mi seguono ogni giorno questa mail.
Al di là della candela, che ha un valore chiaramente simbolico e che accenderà chi vorrà e chi potrà, mi è sembrata davvero importante la causa e, ancor di più, la spinta all’ “emersione” di un lutto così prepotentemente innaturale, talmente brutalmente viscerale da essere quasi un tabù.
Perché, dice bene Nicoletta, “nato” e “morto” sono due termini che cozzano con una violenza talmente assurda da essere inimmaginabile o inimmaginata per paura, protezione e anche, a volte, per egoismo, “perchè rtanto finché succede agli altri…”.
E, credetemi, per scrivere queste poche righe e cercare i riferimenti utili ho impiegato due ore, ho sudato, ho amato queste madri e questi padri e ho pianto.
“Ogni lutto è una ferita.
Le ferite, si sa, si chiudono. Ma ad una condizione.
Che siano prima aperte.
Nulla termina nella psiche che non sia prima cominciato.” (P.C.Racamier)
Ciao.
Seguo da un po il tuo blog, scoperto quando ero incinta.
Vorrei portare alla tua attenzione un’avvenimento che c’è domani: il giorno del ricordo.
Anche se in Italia, a differenza di altri stati, non se ne parla, ottobre è il mese della consapevolezza sulla morte infantile e sulla perdita in gravidanza (Pregnancy and Infant Loss Awareness Month) e ha l’obiettivo di focalizzare l’attenzione pubblica su eventi quali morte intrauterina, aborto, morte neonatale e morte improvvisa del lattante (sudden infant death syndrome, SIDS), rappresentando una opportunità per informare, insegnare, educare, sostenere la causa e dare una spinta nella direzione della ricerca e della prevenzione.
Domani, giovedì 15 0ttore alle ore 19.00 accendiamo una candela, per ricordare i nostri bambini, quelle stelle che hanno fatto parte della nostra vita e che occupano parte del nostro cuore tutti i giorni.
Se in tutto il mondo ogni partecipante accende una candela alle ore 19 locali e la mantiene accesa per un’ora, per tutta la giornata del 15 Ottobre un’onda di luce attraverserà il globo, illuminando progressivamente tutto il pianeta, un fuso orario dopo l’altro.
Si tratta di un modo simbolico per sentirsi idealmente uniti con molte altre persone nel mondo, accomunate da un lutto che invece abitualmente isola: la morte di un bambino.
Qui troverete un video riguardante l’iniziativa (ndr consiglio alle gravide di astenersi dalla visione, per ovvi motivi legati non alla crudezza del video ma allo stato emotivo).
Mio figlio Davide è nato morto lo scorso 8 giugno. Questo è solo un piccolo gesto, ma importante. La gente DEVE sapere. Perchè anche se la parola “morto” accanto a “nato”, fa ancora tanta, troppa paura, queste cose succedono. E non possono essere nascoste.
Grazie per l’attenzione e grazie se vorrai parlarne sul tuo blog.
Nicoletta
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Il dono
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Sulle ali di un angelo
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Il diario della Linda
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Il diario della Linda
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Il lutto perinatale
Superare il lutto perinatale
La natimortalità – SaPeRiDoc
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Alfemminile
Sulle ali di un angelo
…quelli che ce l’hanno fatta
Manolito
questa sera è la prima volta che leggo questi commenti… sono in lacrime da giorni forse mesi…non lo so …oggi sono arrivati gli esiti dell’autopsia del mio piccolo Amir, non ho il coraggio di andare dalla dottoressa a prenderli…sto soffocando dal dolore….era piccolo bellissimo con dei capelli nerissimi e la pelle ambrata…non ho mai potuto stringerlo tra le mie braccia…è morto nella mia pancia due settimane dopo il settimo mese… io non riesco a superare questo dolore….non riesco nonostante la terapia psicologica…mi manca e mi mancherà sempre… io sono morta con lui …..l
Sono passati quasi sette mesi.La mia piccola e´morta tra le mie braccia.Aveva 11 giorni.E´stata infettata da un herpes virus (labiale) contagiatole da una persona che era venuta a trovarmi dopo la sua nascita.
Da allora siamo diventati “contagiosi”anche noi, mio marito e il mio bambino di 4 anni. La gente ha paura della morte dei bambini, si girano dall´altra parte pur di non doverti chiedere come stai.Oltre al dolore , anche l´isolamento.
Noi, invece , siamo piu´uniti di prima.
Siamo stati genitori imperfetti, non sapevamo che un herpes potesse uccidere.Ditelo a tutti, perche´ piu´nessuno passi quello che abbiamo passato noi e quello che ha sofferto la nostra piccola Viola.
ciao a tutte le mamme che come me hanno perso il piccolo angelo, sono passati solo 10 giorni della tragica perdita di Giovanni e per me e molto difficile andare avanti senza di lui e con una foto nelle mani con il suo visino dolce. Ancora nessuno ha capito perchè è morto proprio in giorno del presunto parto spero di averla questa risposta per poter andare avanti con speranza di avere a presto un figlio o una figlia di tanto da noi desiderato(-a).
anche il mio piccolo angelo e’ salito aveva solo 17 mesi
Dopo un anno e mezzo riapro questa pagina, e vedo quanti commenti anche nuovi, quante esperienze, che speravo ingenuamente non dovessero succedere mai a nessuno.
Ma la vita vince. La vita vince sempre.
Tra poco il nostro secondo figlio compirà un anno. Samuele è il nostro secondo figlio, e ha un angelo speciale che lo protegge da lassù…
Salve ieri alla mia amica le è volato in cielo uno dei suoi tre bimbi nato prematuro. Li aveva desiderati tanto e ora uno dei suoi cuccioli ( come li chiama lei) non c’è più. Io non so cosa dirle e cosa fare. Per favore datemi un consiglio per aiutare la mia amica a superare un dolore così grande. Grazie
Sara
Io certamente vi posso mettere in contatto. Sono qui per questo.
Cristina, se vuoi la mail di Michela scrivimi a mammaimperfetta@hotmail.it
Cristina, ti abbraccio forte.
@CRISTINA: ciao, sono la Michela del post “sopra”, 22.01.2011, se vuooi contattarmi via e-mail, il webmaster penso che ci possa mettere in contatto, se può esserti di aiuto, per sfogarti o per indirizzi che a me e alla famiglia del bimbo morto di sids sono stati di enorme aiuto.
Per quello che può servire, ti penso, prego per te e per il tuo angelo.
Sono una mamma che ha perso il suo cucciolo di tre anni, Riccardo, per un’infezione polmonare che ha compromesso il suo cuoricino. Nonostante le manovre rianimatorie i medici non sono riusciti a salvarlo, e cosi’ sono rimasta nella piu’ completa disperazione. E’ un evento tanto innaturale ed incomprensibile che a volte vorrei lasciarmi andare nel mio dolore e non reagire piu’, ma poi penso a lui, il mio angelo e cerco di farmi forza e di continuare a vivere anche perche’ la morte non deve avere l’ultima parola!
Martedì prossimo, 25 gennaio, nascerà il mio primo cucciolo, fra mille se e ma, e tanti piccoli grandi problemi, non ultimo un cesareo elettivo per problemi di salute. Non è arrivato “al momento giusto”, ero,e sono, in psicoterapia, ho una casa che ci piove dentro e non possiamo cambiarla, il mio lavoro distantissimo e quello del mio compagno pure, alcun parente in vita e quelli che ci sono distanti o malati. PErò…però.
Il 6 gennaio 2010 , al suo 4 complemese, il mio nipotino è morto di SIDS.
Non potrò mai dimenticare il dolore dei genitori, quello di una madre, quel corpo senza vita così perfetto che sembrava un cicciobello ( per inciso, non ne posso più vedere, se il mio era una bimba non penso sarei riuscita a comprarglielo), non fosse stato per quelle labbra, dopo due giorni, che sembravano due piccole lumachine secche senza guscio.
Lì, a dispetto di tutto e tutti, della morte inspiegabile dalla scienza, ho sentito prepotente la necessità della mia anima, del mio corpo, una necessità fisica al di là di ogni logica di noi poveri essere imperfetti, di mettere al mondo un figlio.
L’unica logica di queste morti assurde, dove non ti dai spiegazioni e ti fai mille colpe, è la Vita medesima.
Non so se sono riuscita a trasmettere quello che provo e che penso, spero serva per tutti coloro che hanno perso un figlio di SIDS o alla nascita, che nelle sguardo porteranno per sempre quel velo di dolore così agghiacciante e particolare che ho visto solamente negli occhi delle mamme che adesso hanno un angelo.
Grazie a M e ai suoi genitori che mi hanno permesso di salutare il loro angioletto un ultima volta e di partecipare al loro dolore ( non è così scontato), la loro perdita ha portato Vita sia a me che, nuovamente, a loro…un grazie di gioia e di dolore immensi.
Rosa, Francesca, non so che dire e non sono sicura di voler dire qualcosa…
Avete provato a contattare qualcuno dell’associazione “Ciao Lapo”?
http://www.ciaolapo.it/lutto/la-morte-perinatale.html
Un abbraccio.
Ciao a tutte,
oggi 06/01/2011, sono passati un mese e 3 giorni da quando ho perso il mio bambino alla 35 settimana di gravidanza.
Non riesco ad andare avanti e un dolore tremendo!!
Mi manca tutto di LUI i suoi calci, le notti passate in bianco pechè non riuscivo a dormire, quando esco mi sento inadeguata, mi manca la mia pancia e il mio piccolo cucciolo.
Sono morta con LUI.
Alle volte penso che non riuscirò mai a superare questa tragedia, ma la vita va avanti e io e il mio compagno lo dobbiamo per il nostro bambino.
Sono passati 20 giorni da quando la mia nipotina di due mesi e’ volata via senza motivo.Pesava 4 kg cresceva benissimo ,un semplice raffreddore ricovero in ospedale e poi la traggica! notizia !brochiolite fulminante cosi hanno detto i medici….da quando non c è piu’ la mia vita si e’ fermata ,il mio dolore aumenta ogni giorno che passa e il mio tormento, il mio senso di colpa mi uccide.Avrei voluto fare qualcosa in quel maledetto ospedale vederla morire cosi’ senza poter far niente non mi da pace….prego tutti i giorni soprattuttoper mia sorella che si e’ vista strappare la sua bambina cosi’ e non riesco a trovare le parole, il modo per aiutarla.La sua nascita e’ stata la gioia della nostra famiglia e ora nello stesso tempo la nostra disperazione !!!Mi chiedo e’ possibile superare un dolore cosi’ forte?qual e’ il senso della vita ?come faccio a spiegare a una mamma che ha questo dolore che la vita continua se la sua vita era la sua bambina!!!!!!!!
E’ la prima volta che leggo questi post, non ci sono parole di fronte a questi drammi, volevo solo far sapere a tutte queste mamme che tante volte con mio marito ci siamo ritrovati a tavola a domandarci come si puo’ superare un dolore simile, come si sopravvive, ci guardiamo negli occhi,occhi lucidi e ci sentiamo vicini a tutte le mamme e papa’ che vivono questi drammi. Asia, Letizia….. per quanto possa servire vi abbraccio con tutto il cuore.
Asia, non chiedo nulla perchè non c’è nient’altro da sapere.
Dal canto mio non posso che mandarti un abbraccio che a poco serve, lo so.
Entro solo oggi in questa pagina e leggo per la prima volta queste parole. Il 28 gennaio abbiamo perso la nostra bambina. Quel giorno ci ha cambiato la vita. Nonostante siano passati mesi quel macigno è sempre appoggiato sul cuore. Sopravviviamo… ma non riusciamo ad andare avanti, a trovare la forza di riprovarci, perchè abbiamo paura che possa succedere di nuovo.
Hai ragione….ci farò una riflessione….sicuramente molto dura….grazie come sempre per il tuo sostegno…
Ciao Chiara.
Da un lato sono paure umane, paure di tutti.
Dall’altro lato, se diventano invalidanti, forse è opportuno rivolgersi a qualcuno che possa aiutare a ricomporre un equilibrio.
Un abbraccio.
Non riesco a leggere tutte queste testimonianze… forse perchè è troppo dura la realtà e preferisco non conoscerla…..ma non ci riesco…mi chiedo ma come si fa a superare un dolore così???è possibile?Io sono arrivata a leggere queste testimonianze, perchè è da un pò di tempo che ho delle paure tremende…degli incubi di notte….la paura di perdere le persone che ami di più al mondo…un figlio..un marito…e non riesco ad uscirne fuori….al primo squillo del telefono in un orario strano penso subito a loro….ho paura…tanta!!è per questo che ho cercato nel web persone che mi aiutassero a superare queste miei paure, ma poi ho capito…che non è possibile..purtroppo queste cose accadono….e ci dobbiamo rassegnare!o no???AIUTOOO =(
Purtroppo ieri ho ricevuto la triste notizia di una mia amica, che avrebbe dovuto partorire oggi, che la piccola Beatrice, non avrebbe visto la luce, non ha potuto conoscere la sorellina di 2 anni, perchè si è spenta 2 giorni prima del parto. Alla notizia non ho voluto crederci. Deve essere una sofferenza tremenda per i genitori, portare fino al termine la gravidanza, e poi tutto finisce tristemente. =(
Letizia, sono senza parole.
Ti mando una mail più tardi, con un riferimento.
Un bacio.
HELP. La mia bimba invece 4 anni 2 mesi e 15 giorni, una bellezza di riccioli biondi ed una vitalita’ incomparabile e’ caduta da un gioco dove non avrebbe dovuto essere, sotto i miei occhi, e’ morta dopo 2 giorni di coma ed io sono qui alla ricerca disperata di madri con una simile esperienza, Non bebe, non incidenti in moto ma bimbi che come la mia ci hanno lasciati cosi crudelmente da farci sentire le madri piu’ imperfette delle altre. Si poteva evitare! Aiutatemi ho bisogno di capire se sono l’unica. Sono solo passati 56 giorni e vorrei morire. L.
Quando sono rimasta incinta abbiamo deciso di sposarci, e così il giorno del matrimonio avevo un vestito blu, abbastanza largo da farci entrare una pancia di quasi sei mesi. E quando la piccola è morta, era l’unico vestito decente che avevo per andare al funerale. E ogni volta che cambia la stagione sposto quel vestito blu da un armadio all’altro, il vestito che non posso mettere, che non posso buttare, il vestito del mio matrimonio e del mio funerale.
Paola…
mi dispiace leggere solo ora. Un abbraccio sincero a Nicoletta e a chi ha provato questo dolore. Ho sempre nel cuore un’amica che ha provato lo stesso, non riesco nemmeno a pensarci. Con affetto, Vale
Sono trascorsi 23 anni ero solo una giovane fidanzata ma mi sentivo la prima zia di quel bimbo bellissimo che nella famiglia era atteso.Lui era il primo figlio dei miei cognati il primo nipote e io lo consideravo il SOGNO dei miei sogni sarei stata per lui quella persona che non ancora ufficialmente inserita nel contesto dei suoi familiari però lo stava attendendo vivendone con la sua mamma la crescita in quel pancione che mia cognata diceva essere la sua ragione Vita.Poi è accaduto in un lampo le doglie il giorno atteso era arrivato faceva un caldo tremendo poi è caduto il gelo quel ventre era spento “il battito non c’è più, ma come signora non sentiva che non si muove più”….queste sono le parole che urlavano il dolore e una donna una mamma moriva con il suo bambino un papà smetteva di pensare e annullava il suo dolore per soccorrere la sua donna che era madre e che in quel momento era sola abbandonata dalla vita e quasi se ne sentiva in colpa.E io da zia tornavo ad essere la morosa del fratello del papà…una famiglia che MORIVA….Marcello è natomorto. Un unica parola.La sua Vita sono state 39 settimane esatte nel corpo della sua mamma poi un attimo che l’ha spento ma la sua mamma l’ha trattenuto in sè per non lasciarlo andare via ha rischiato la sua stessa vita.Marcello è/era bellissimo un bimbo sano un bimbo i cui lineamenti la morte non è riuscita a rovinare un bimbo che la sua mamma il suo papà i nonni e tutti noi VIVIAMO,lui è il fratello grande dei suoi fratelli il cugino dei miei figli quell angelo che in ogni momento delle nostre vite ci guarda.
Non riesco a spiegarvi cosa sia stato per me quel giorno il rientrare dall’ospedale e mettermi con i miei 20 anni di allora di giovane donna non ancora sposa non ancora madre mettermi dicevo a riporre tutto ciò che era stato preparato per Marcello quasi nascondere agli occhi dei miei cognati il loro bimbo il loro sogno.Ripenso poi alle pratiche per l’autopisia il seguire quel corpicino nei meandri di un reparto non più di maternità ma di medicina legale dove tutto era morto.Il cercare di strappare alla morte mia cognata stappare dal dolore dal lutto questi giovani genitori.Dare l’ultimo saluto a Marcello…ad una piccola bianca bara.Poi c’è il dopo il rientro da soli a casa.La famiglia ha fatto scudo ha diluito il dolore e ha partorito la Vita perchè Marcello non presente fosse vivo,ma grande è stato lo sforzo e ancora il vuoto in quel giorno ogni anno si ripresenta con lo stesso peso.La Vita però è più forte perchè in quel giorno noi ora famiglia grande insieme guardiamo il Cielo.///Grazie un abbraccio a tutti
Un argomento pesante, difficile, anche solo da pronunciare…Ci ho messo qualche giorno per leggere tutto il post, la sola idea mi atterriva, ma hai ragione è giusto dirlo e giusto ricordarlo!
Sapevo di questa iniziativa e la condivido. La mia prima gravidanza si è interrotta alla 10° settimana, un’esperienza devastante.
Ed il mio dolore non è sempre stato compreso. Nemmeno dai medici, per alcuni facevo solo parte della statistica. 1 gravidanza su 6.
Per me un lutto vero e proprio.
Sapevo che avreste “sentito” questo post e non sbagliavo.
Mondopapy, come ho fatto a dimenticarmi di te? Ti aggiungo subito ai blog.
Paola, ti mando un bacio speciale, così come a Unaqualunque, a Costanza e a l’Erinni.
Ringrazio anche Don Luca.
E’ la prima volta che scrivo qui, anche se leggo da un pò… Ho un piccino di no,e davide, che è ha il mio cuore. Stasera accenderemo la candela insieme, e nelle nostre preghiere ricorderemo il tuo davide. Grazie per averci messo a conoscenza di questa iniziativa…lo ricorderò nel mio Blog. Un abbraccio, anche se non è molto
io sono stata tra le persone fortunate… ma non riesco a smettere di piangere e di condividere il dolore di tutte queste mamme e questi papà… un abbraccio fortissimo a nicoletta e a tutte le persone che hanno dovuto sopportare un tale dolore… domani la mia candela sarà accesa.. ricordando tutti i bimbi mai nati o nati e volati via subito e la mia nipotina anna che non ha potutto concludere il suo viaggio ma che avrà sempre un posto speciale nei nostri cuori…
Roberta
Non l’ho provato, ma da carattere ombroso, quale sono, ci ho pensato mille, milioni di volte…” e se capitasse a me?”… il solo pensiero è stato straziante…
un abbraccio a tutte. la mia candelina ci sarà
chiara
Una fiamma che scalda il cuore a Nicki e a tutte le mamme che hanno vissuto questo dolore…
“La morte non è altro che il sonno del bambino che si addormenta sul cuore della mamma. Finalmente la notte dell’esilio sarà tramontata per sempre, ed entreremo nel possesso dell’eredità dei Santi nella luce”. (Elisabetta della Trinità)
Di fronte al dolore di una mamma conterebbe solo il silenzio e la presenza, sul web come si fa? Forse provando a sussurrare che ogni bimbo trova, al di là, un cuore di Padre e Madre che lo accoglie….
cara Nicky,
oltre a un grande abbraccio posso dirti che ho vissuto lo stesso un po’ di anni fa. se ti può essere di aiuto io sono qui per parlarne
theitalianmom@gmail.com
Ho un’amica a cui è morto il suo secondo figlio 2 giorni dopo la nascita. Che dolore! Un abbraccio a tutte quelle mamme che hanno vissuto questa esperienza. Accenderò la candelina…
Che brutte storie, purtroppo succede. E’ giustissimo ricordare. Un abbraccio a tutte.
è successo anche a me. da allora, la candela è accesa tutte le sere, a cena. un po’ per riscaldare il cuore, un po’ per dire: mi ricordo.
non sapevo di questa giornata… grazie.
Ciao Silvia, tu lo sai, la mia candela, ogni sera, è sempre accesa a ricordare….Questa sera, più che mai…e guardando le stelle ricaccerò indietro le lacrime amare piante nella solitudine del proprio dolore…sempre dolore ma un po’ meno solo…grazie
Grazie per aver accolto il mio messaggio. Grazie per avermi dato voce.
un abbraccio a nicky, una piccola fiamma per lei e per tutte le mamme straordinariamente forti che riescono ad affrontare tutto questo.
con tanto affetto
Grazie Silvia.
Ho un’amica che ha vissuto di recente questa dolorosissima esperienza. Vorrei tanto trovare il modo di alleviarle la sofferenza e chiaramente è impossibile. Ma, se lo vorrà, potrò indicarle i tuoi riferimenti.
E, stasera, una candelina sarà accesa alla mia finestra.
Sopravvivere al dolore della morte di un figlio si può. Si può pensare a loro ricordando l’amore che ci hanno trasmesso. Si può tornare ad amare la vita, a sorridere.
Per fare questo è necessario uscire dalla solitudine.
La paura della morte insita nella società occidentale ci lascia soli davanti al dolore di una culla vuota alle tutine preparate durante l’attesa.
Quando un bambino nasce morto, o nasce e poi muore, la mente umana si trova ad altalenarsi tra la vita e la morte, tra il sogno di quello che sarebbe potuto essere e la realtà, cruda, di quello che realmente è.
Per questo è necessario sensibilizzare, diffondere; eppoi sentire, aiutare, comprendere.
Questo è il valore del 15 ottobre, la giornata della memoria..
Grazie, perchè sento il tuo dolore,
Paola
Vorrei commentare restando anonima. Non accenderò nessuna candela, domani, perché dovrei spiegare perché, e ancora non ce la faccio, anche se sono passati undici lunghissimi anni. Una vita intera, altri figli. E’ un dolore faticoso da sopportare, ma all’inizio è stato ancora più tremendo perché completamente inaspettato. Mai avrei pensato che potesse capitarmi una cosa del genere, una bimba morta due giorni dopo la nascita (Apgar 10, un cesareo d’urgenza me senza complicazioni di sorta). E quindi, penso che sì, le persone dovrebbero sapere. Sapere che succede, e che è talmente brutale che ti può anche isolare dal resto del mondo, perché nessuno ha più il coraggio di avvicinarsi, perché nessuno ha più nulla da dirti.