Niccolò ha compiuto i suoi primi 6 anni.
Sono sempre stata felice e fiera delle tappe di crescita di Matteo, della sue autonomie conquistate, dei suoi traguardi, del suo risolversi e diventare grande. L’ho guardato in questi 8 anni con fierezza e orgoglio sfiorare nuovi apprendimenti e imparare “a fare da solo”.
Con Niccolò, il “piccolo” di casa è un po’ diverso. Mi sembra sempre piccolo. Piccolo per fare tanto di quello che suo fratello faceva da solo già a 3-4 anni. Piccolo per andare a scuola, per stare cinque ore fermo su una seggiolina. Non so se accade a tutti con i secondi figli, se sono i più piccoli, ma per me è una sensazione quasi indescrivibile, tanto che questo sarà un post confusionario. 🙂
Continuo a ripetermi che Matteo a 3-4 anni faceva cose che Niccolò fa quest’anno. Ma forse è giusto così, è una coccola prolungata che i secondi si prendono per non essere mai stati figli unici, in nessun momento della vita. E forse è anche per questo che, in questa estate delle 6 candeline, ho mandato volentieri Matteo al mare con sua nonna, senza nemmeno sentirne troppo la mancanza (mode #mammaimperfetta on): mi sto godendo Niccolò, era come se avessi bisogno di stare tanto con lui, tanto e sola, soprattutto dopo le corse invernali in cui per mesi lo vedevo due ore al giorno e lo trovavo ogni sera un po’ più grande.
Poi rileggo questo (che bello aver fermato ogni sensazione in questi anni! Questa è la vera ricchezza di un blog, altro che successi, visite e pageviews!) e capisco che sono sensazioni già provate, che questo passaggio dai 5 ai 6 per me è molto delicato. E infatti, rileggendo anche questo, mi accorgo che, sebbene le sensazioni fossero un po’ differenti, ho comunque, in questa fase, dovuto lavorare su di me anche quando è stato il turno di Matteo.
Ma forse è anche questa una sfumatura della maternità: non dare più nulla per scontato, già vissuto, preventivabile. Nemmeno la gestione delle tue emozioni, tu che le sai gestire così bene.
Qualche giorno fa siamo andati a comprare lo zaino. Due anni fa, con Matteo, stava tutto qui. Ora è il suo turno. È già il suo turno. La sua scoperta, la sua conquista, il coraggio da trovare, la paura da gestire. Perché l’inizio della scuola primaria divide la seconda infanzia dalla terza. È un passaggio, anche e soprattutto emotivo, che li fa crescere velocemente.
Era felice. Ora gira per casa con la sua cartella sulle spalle, così grande da farlo sembrare minuscolo.
Quel giorno Matteo, dopo aver scelto la cartella, aveva voluto comprare un regalino a suo fratello e Niccolò quest’anno ha fatto lo stesso: plendo lo zaino di “Spaidelmen” pelché dentlo z’è il “uolchitolchi”, così zi zoco al male con Matteo.
E le lacrime che ho rimesso in tasca quel primo giorno di scuola di Matteo, a settembre, mi sa tanto che romperanno gli argini su quelle scalette, davanti alla porta della prima. Per l’ultima volta della mia vita.
In questi anni mi sono chiesta tante volte cosa ci fosse da piagnucolare per questo fatidico primo giorno.
Non si piange per tristezza, nè per gioia. Non per paura, nè per ipersensibilità.
Io ho pianto perchè è partito. Ho pianto per consapevolezza.
Ho sorriso per orgoglio. Ho riso per tenerezza.
Ho pianto e riso per amore.
(Dal post sul primo giorno di scuola di Matteo)
care mamme, anche per me il momento della scuola è stato veramente duro; felicissima da un lato, terrorizzata dall’altro…come se potessi perdere una parte di giacomo perchè sta diventando grande, come se la saggewzza della maestra potesse mettere in discussione la mamma. poi la scuola è iniziata, lui è cambiato inutile negarlo e mi sono ritrovata mamma fiera di un bimbo che ha scoperto la bellezza dell’alfabeto e della lettura, la complessità della matematica e delle sue regole…e pià in generale le regole della puntualità, dell’attenzione, della condivisione con i compagni, della complicità, della bellezza nell’aiutarsi a vicenda…e ho imparato ad amare un figlio in evoluzione, anzi proprio in quanto la sua evoluzione, i suoi cambiamenti me lo rendono ancora piu’ amabile!! un abbraccio forte :heart:
Ma come fai a farmi piangere ogni volta che ti leggo, manco fossi una cipolla???? :biggrin:
Ancora una volta, arrivata all’ultima parola di un tuo post, sento “friccicare” gli occhi…
:blush:
Aspettavo questo post…grazie ancora una volta cara silvia x avermi fatta sorridere e commuovere un’altra volta. In bocca al lupo piccolo grande niccolo …..
Grazie a tutte.
Simona, ma dai! Sei reggiana? Cominciamo a essere tante di Reggio…grazie per la tua fedeltà e per quello che scrivi sul “servizio”, è l’orgoglio più grande legato a questo blog. :cwy:
Quando ti ho letta sul Venerdì ho sorriso, ebete. La costanza, la passione, lo studio e l’empatia pagano.
Sono anni che escono articoli su giornali importanti. Le altre ruotano, tu non manchi mai. E, scusa la franchezza, sei quella che se la tira meno pur avendo le capacità più alte. Soprattutto, svolgi un servizio. Grazie di cuore.
Una concittadina fedelissima.
quante emozioni in questo post, Silvia! Grazie :heart:
e tanti auguri, anche se in ritardo, a Niccolò!
che bello quando dici “è una coccola prolungata che i secondi si prendono per non essere mai stati figli unici”. un post che scalda e commuove. grazie
La sensazione del tempo che passa, inesorabile e spietato che fugge come un ladro dalla finestra dei tuoi ricordi mi sta assalendo ogni giorno un pò di più. Lo vedo mio figlio sulla soglia di quelle scale e già so che non avrò tasche sufficientemente larghe per cacciarvi dentro le emozioni. Bello Silvia, bello ogni passaggio, ogni sensazione trasmessa.
Abbiamo forse un senso in più per un blog e una, anzi, diverse lacrime in meno.
Grazie del passaggio da me.
Raffalla
“che bello aver fermato ogni sensazione in questi anni! Questa è la vera ricchezza di un blog, altro che successi, visite e pageviews!”
Silvia, sono assolutamente d’accordo con te, un pensiero tanto semplice quanto forte e autentico.
Buon viaggio, Niccolò!
Leggere questi post alla fine di una giornata pesante fa bene al cuore. Ti abbraccio…
Sei sempre così coinvolgente quando scrivi! La consapevolezza è un ‘arma a doppio taglio, necessaria ma a volte devastante, mette a nudo i sentimenti in tutta la loro spontaneità e vulnerabilità però possederla è una grandissima dote!!! Brava Silvia, come sempre e in bocca al lupo a Niccolo per questo nuovo ed importantissimo inizio, sono più che certa che se la caverà alla grande!!! :heart:
Sto letteralmente inondando la scrivania.
Sono 4 anni che ti leggo e non ho mai trovato qualcosa di poco coinvolgente! La mia bimba ha 5 anni ancora da compiere e mi sto immedesimando in questo passaggio delicato…
Grazie.
Le emozioni che doni quando scrivi sono pazzesche. Sei terapeutica.
Grazie, grazie, grazie.
E…quanto è bello Niccolò? :happy:
…Ti aspettavo.
In realtà ero in attesa del post delle vacanze, quello di congedo….dal web, dai socialnetwork..dal blog….. ma quel che ho letto mi ha emozionata come sempre: quel groppo in gola che non si scioglie…quel tuo scrivere cosi bene tanto da portarmi dentro…ed essere li con te,spettatrice e ladra del tuo vissuto.
” E le lacrime che ho rimesso in tasca quel primo giorno di scuola di Matteo, …… Per l’ultima volta della mia vita…..” e ancora. ” Io ho pianto perchè è partito. Ho pianto per consapevolezza….”
Oh..Silvia….che compito il nostro…quello dell’essere genitori:tanto faticoso, quanto affascinante…quanto a volte…” crudele”: Li vorremmo sempre con noi, sempre piccoli. :heart:
Ma poi li amiamo e siamo cosi orgogliose di accompagnarli, anche se piangiamo e sembriamo stupide, siamo fiere delle loro autonomie.
grazie per averci donato anche questo pezzo della tua vita e della loro.
un abbraccio, Marzia
Che bella che sei Silvia.