Mellin vi invita a raccontare la vostra storia di mamma (compilando questo form) sul sito Cuore di Mamma.
Per ogni storia raccontata Mellin devolverà il contributo di 1 € alla Fondazione Magica Cleme Onlus che offre a tutti i bambini in cura e alle loro famiglie un momento di svago al di fuori delle mura ospedaliere.
Più nel dettaglio, il vostro aiuto contribuirà a dare il via a “Matita Magica“: un progetto di arte terapeutica tenuto da Dario Brivio che per un giorno alla settimana si impegnerà a seguire i bambini ospedalizzati andandoli a trovare direttamente in corsia, dando loro supporto e svago attraverso un progetto di disegno e scultura che proseguirà per alcuni mesi.
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Ci sono alcune mamme che intraprendono viaggi semplici per raggiungere i propri bambini, altre che intraprendono viaggi più lunghi e complicati perchè bambini speciali fanno viaggi speciali. Sono diventata la mamma di mio figlio grazie ad una procreazione medicalmente assistita.
È stato un viaggio duro, lungo, faticoso, pieno di dune e dossi intorno al quale c’è ancora tanta resistenza e molti tabù.
Si diventa mamme con la testa prima ancora che con la pancia e si genera la vita in mille forme anche attraverso la forza necessaria per affrontare percorsi difficili dall’esito incerto. Mi stupisco ogni giorno, guardando mio figlio del miracolo che è. Lui è dentro i miei pensieri, ogni minuto, ogni istante, ogni passo con o senza lui, a lui continuamente mi riporta. Sempre e per sempre.
Ripercorrerei la stessa strada mille volte se solo servisse, a piedi nudi o sugli spilli, saltellando se necessario, qualunque cosa per raggiungerlo di nuovo.
Lui è il mare che aspettavo. Il mare che aspettavo è avvolto da una strana luce. È una luce diversa da quella che illuminava timidamente i giorni di ieri. I giorni in cui l’assenza bruciava come fuoco uscito dalla bocca di un brutto drago. Oggi lui c’è. Ringrazio infinitamente.
Questo commento lasciato da Raffaella sul sito Cuore di Mamma mi ha colpito molto. Non parla di movimenti fetali, ma di movimenti di cuore.
La procreazione medicalmente assistita (PMA) è un tema su cui sono da sempre molto sensibile. Non so nemmeno perché. Anzi forse si. Ho seguito tante amiche nel loro percorso speciale e straordinario di ricerca di un bambino tramite la PMA. È un cammino di grande umiltà, a dispetto di quanto si possa pensare. Non è una ricerca spasmodica contro natura. No, è un gesto di remissione profonda, di capacità di mettersi letteralmente nelle mani di qualcun altro, di appendere i sogni all’ago di una siringa e di far cullare le speranze a una provetta.
Non è un percorso per tutti.
Come scrive Eleonora Mazzoni, nel suo primo romanzo Le Difettose (se non l’avete ancora letto, non aspettate ancora):
Le donne che chiedono un figlio alla scienza sappiano cosa le aspetta: un doloroso bagno d’umiltà nell’impari lotta fra desiderio e destino. (…)Tocca affidarsi alla dea, quindi. O a Dio, se ci credi. Alla sorte. Al karma. O semplicemente alla cicogna. Perché abbia la grazia di mostrarsi benevola e farsi beccare. Per questo sbaglia chi dice che la fecondazione rappresenta il sogno prometeico dell’uomo che prende il posto di Dio. Le pratiche di procreazione medicalmente assistita t’insegnano al contrario l’umiltà.
Dai figli si sa, si impara il senso della vita. Ma imparare l’umiltà grazie a un desiderio, a un bambino amato e cercato ma non ancora nato è quasi assurdo. Quasi. In realtà, è solo commovente e tanto vero: sono la testa e il cuore a fare di una donna una madre, non la pancia.
Aspetto sempre vostre nuove storie, qui e direttamente sul sito www.mellincuoredimamma.it/Le_storie, c’è tempo fino al 15 luglio!
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